Aggravante per i reati in Rsa

Il Ddl Lorenzin recentemente approvato in via definitiva dal Senato prevede molte novità in ambito sanitario. Una di queste consiste nell’aggravante per i reati commessi nei confronti delle persone ricoverate in strutture sanitarie, sociosanitarie residenziali e semiresidenziali, sia pubbliche sia private, e in strutture socio educative.

Sangue giovane per rallentare l’Alzheimer

Per rallentare l’evoluzione della malattia di Alzheimer è utile l’iniezione di plasma proveniente da persone sane e con un’età inferiore ai 30 anni. A metterlo in evidenza è una recente ricerca effettuata alla Stanford University (Stati Uniti), che ha preso in esame 18 anziani che soffrono di tale patologia.

Malattie ortopediche: a Milano nasce Regain

Sono adatte anche ad alcuni anziani le cure che sfruttano le potenzialità dei fattori di crescita piastrinici e dei concentrati cellulari derivati da tessuto adiposo e midollo osseo di cui si può usufruire al nuovo centro per il trattamento non chirurgico di malattie ortopediche e odontoiatriche Regain, da poco inaugurato all’interno dell’Irccs  Galeazzi di Milano e diretto dalla dottoressa Laura de Girolamo (foto).

Vantaggi per tutti con la cartella clinica digitale

Per consentire alle Rsa di gestire al meglio le terapie e i trattamenti da somministrare agli ospiti esistono evolute cartelle cliniche digitali, che fungono anche da archivio per le prestazioni erogate. Grazie a questi strumenti, anche le Ats e le Asl hanno la possibilità di monitorare come sono curati i pazienti.

ULTIME NOTIZIE

Agli over 65 sono somministrati troppi farmaci
L'allarme è stato lanciato al recente congresso della Simi (Società italiana di medicina interna). Il rischio del ricorso a medicine inappropriate e di interazioni pericolose è elevato, ma potrebbe essere ridotto con l’aiuto di un software. Intanto, è partito il progetto “De-prescribing”, che ha l’obiettivo di ridurre la prescrizione di farmaci inutili.

 

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Un estratto di zafferano potrebbe entrare a far parte dei potenziali farmaci anti-Alzheimer: in uno studio italiano è risultato infatti in grado di favorire la degradazione della proteina tossica beta-amiloide (che resta la principale indiziata tra le cause della malattia) in cellule di pazienti studiate in provetta. Inoltre è risultato in grado di attivare l'enzima degradativo catepsina B, rendendolo più efficiente. È quanto osservato in un recente lavoro pubblicato sul Journal of the Neurological Science da Antonio Orlacchio del Laboratorio di Neurogenetica - Centro Europeo di Ricerca sul Cervello (CERC) - IRCCS Santa Lucia, e colleghi.

 

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